Libano - Le vecchie tensioni tra le comunità libanesi, impediscono il superamento della crisi
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QuadrantEuropa
03/09/2006
Il Libano ha fretta di tornare il più presto possibile alla normalità. Ma le fratture interconfessionali, sono un ostacolo alla rinascita dell'autorità dello Stato.
Il Libano, ossia il governo centrale di Beirut e Hezbollah nel sud del Paese, si sta dando chiaramente da fare affinché la parte della risoluzione 1701 dell’Onu che compete al Paese dei cedri, venga realizzata il più presto possibile. Migliaia di soldati hanno già preso posizione al sud e lungo la frontiera con la Siria, e fonti governative libanesi riferiscono che l’esercito ha iniziato il sequestro delle armi di Hezbollah. Le milizie sciite da parte loro hanno fatto sparire dal terreno le armi pesanti e sgomberato numerose postazioni tra cui quelle nei territori occupati dagli israeliani, le fattorie Sheeba, che erano stati uno dei motivi dello scoppio della recente guerra.
Politica interna e rapporti con Damasco
Il primo ministro di Beirut Siniora e il leader Hezbollah Nasrallah, vorrebbero far credere che i 34 giorni del conflitto sono ormai un affare del passato. Un tentativo frustrato però dal blocco aereo-navale israeliano, attraverso il quale Tel Aviv spera di raggiungere gli obiettivi che non ha realizzato con le operazioni militari. Ma chi non è per nulla disposto a voltare pagina, sono le differenti forze politiche libanesi che sperano di trarre profitto dalla nuova situazione interna creata dal conflitto. I clienti politici della Siria e il leader dei cristiano maroniti Michel Aoun, accusano Siniora di avere gestito male la crisi e rivendicano la nascita di un governo “di unità nazionale”. Per riconquistare il potere i filo siriani hanno bisogno però, oltre al sostegno della forza militare di Hezbollah, del ritorno di Beirut sotto il giogo di Damasco. Questa è la condizione necessaria per la restaurazione della loro precedente influenza sulla politica libanese.
Far tornare il Libano un satellite del regime di Bachar Al-Assad, è esattamente quello che vuole impedire l’alleanza, nata proprio dal movimento antisiriano dello scorso anno, tra i sunniti della famiglia Hariri, il leader dei drusi Walid Jumblatt e i maroniti delle Forces libanais di Samir Geagea. Queste forze ritengono che grazie alla rinnovata [...]
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