Armi - Delle Ong chiedono regole più severe per il commercio delle armi
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QuadrantEuropa
04/10/2006
Un raggruppamento di più di 500 Ong ha pubblicato un rapporto sul commercio delle armi nel mondo. Secondo il documento, la globalizzazione economica sta portando ad un commercio reputato “anarchico”.
“Armi senza frontiera”, questo è il titolo choc del rapporto pubblicato da Amnesty, Oxfam e la rete internazionale delle armi leggere, che raggruppa più di 500 organizzazioni nazionali in 100 paesi. Nella ricerca si sottolinea che le armi prodotte nel mondo sono utilizzate oltre i loro “obiettivi legittimi”, tra cui “la difesa, la sicurezza e il mantenimento della pace”.
Le Ong chiedono la rapida creazione di un Trattato internazionale sul commercio delle armi. I controlli esistenti sono ormai privi di efficacia di fronte alla globalizzazione, fatto che conduce ad una proliferazione “anarchica” delle armi.
Lo studio mette in luce alcuni esempi che confermano la debolezza delle norme attuali. Per esempio il caso dell’Uganda che ha acquistato dei blindati equipaggiati con pistole mitragliatrici. Il produttore, l’inglese Land Systems Omc, non avrebbe potuto fare questa vendita poiché la Gran Bretagna vieta le esportazioni verso l’Uganda. Un errore o si è scelto di non osservare volontariamente la legge?
Secondo la ricerca l’ingresso di nuovi attori nel settore del commercio delle armi lascia prevedere il peggio. Difficile da valutare il costo umano di questo commercio anarchico. “Si stima che il numero di morti causati ogni anno dalla violenza armata sia compreso tra 280mila e 378mila” sottolinea il rapporto. Al di là di questa cifra bruta, anche fenomeni assai diversi come i soldati bambini in Africa o l’esplosione degli stupri ad Haiti sono “legati direttamente” alla proliferazione delle armi.
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