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Ucraina - Kiev cerca di darsi una memoria nazionale unitaria


Natalia Kukurin
QuadrantEuropa 08/11/2006

L'Ucraina vuole superare la frattura culturale tra est e ovest del paese. Un decreto del presidente Juschenko dell'estate scorsa ha ribadito però i contrasti nella popolazione.

A Kiew è nato l’Istituto ucraino del pensiero nazionale. Per ora è solo una stanza in un palazzo governativo al centro della capitale. Tre persone, senza stipendio, provenienti dall’orgogliosa provincia galiziana hanno iniziato a lavorarci. Ma ben presto lo status dell’Istituto potrebbe cambiare.

Realizzare l'articolo 11 della Costituzione
Delibere governative dell’estate scorsa lo hanno definito un “Organo dello Stato centrale”, promettendo inoltre i finanziamenti corrispondenti a questo rango. Entro la fine dell’anno i collaboratori dovranno diventare 105. Insieme agli organi dei servizi segreti, Sbu, e ad alcuni ministeri, l’Istituto collaborerà a far nascere un “Archivio centrale del pensiero nazionale”. Gli atti li raccolti saranno resi disponibili al pubblico. I cittadini potranno così prendere visone, per il periodo tra il 1918 e il 1991, di tutti dossier che li riguardano.

Questa struttura sarà chiamata a realizzare l’articolo 11 della Costituzione, secondo il quale, lo Stato deve “promuovere la coscienza storica, le tradizioni e la cultura della nazione ucraina”, senza però trascurare le minoranze nazionali.

Sarà soprattutto la storia del XX secolo ad essere oggetto di accurata documentazione, mentre il lavoro culturale riguarderà la cura dei monumenti e della memoria storica del paese. Scopo di tutte queste attenzioni, sarà la scrittura “obiettiva e corretta” della storia della nazione. I contributi culturali nati durante il crogiulo sovietico, saranno citati come tali.

Ovviamente l’Istituto non si concentrerà solo sul passato trascurando il futuro. I ricercatori dovranno sforzarsi di trovare i percorsi per uno “sviluppo armonico nelle condizioni della globalizazzione”, affinché, comprensibilmente con le attuali strutture oligarche dell’economia, si possa giungere alla “creazione di una classe media”, di grande importanza per il prossimo sviluppo del paese.

Una memoria storica fortemente frammentata

Il direttore dell’Istituto Igor Juchnowski, uno degli intellettuali di punta durante la perestrojka, non crede che la battaglia per i finanziamenti sarà semplice. Specialmente ora che le forze della rivoluzione arancione non sono più al governo. La situazione è difficile: “L’Ucraina è un paese composito con una memoria fortemente frammentata”, afferma [...]

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