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Africa - Gli aiuti allo sviluppo un ostacolo alla crescita del continente nero?

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Ken Whej
QuadrantEuropa 11/06/2007

Secondo l'economista James Shikwati l'occidente non deve dare soldi all'Africa. Il sistema degli aiuti fa solo i propri interessi?

“Chi vuole aiutare l’Africa non deve darle soldi”, questa la proposta di James Shikwati. Il 36enne keniota che sei anni fa ha creato a Nairobi l’Istituto “Inter Region Economic Network” è uno dei pochi economisti del continente nero a mettere apertamente sotto accusa gli aiuti allo sviluppo.

Il continente più povero del pianeta

In una intervista dello scorso aprile alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Shikwati afferma che tutta la macchina miliardaria degli aiuti non punta a migliorare la situazione africana, ma intende solo perseguire i propri interessi. Posti di lavoro per gli “aiutanti”, influenza politica per i paesi che “aiutano” e voglia di accaparrarsi le materie prime del continente, ecco a cosa si riduce tutta la baracca degli “aiuti” per l’economista africano. In questo senso l’azione della Cina è un “ottimo esempio”, Pechino persegue i propri interessi, “vogliamo il vostro petrolio ecco i soldi”, senza ammantarli di buone intenzioni democratiche. Per Shikwati la Cina aiuta a mettere a nudo il “fiasco completo” della politica degli aiuti allo sviluppo.

In molti non saranno d’accordo con i giudizi netti di Shikwati, sta di fatto però che nonostante i miliardi di dollari che negli ultimi decenni hanno raggiunto il continente nero, l’Africa è tuttora il continente più povero del pianeta. Per fare un esempio nel 1957 il Ghana, primo Stato africano a raggiungere l’indipendenza, era più o meno allo stesso livello economico della Corea del sud. Oggi il reddito pro capite del paese asiatico è 9 volte maggiore di quello del Ghana.

Alcune cifre aiutano a capire i motivi di questa tendenza. In molti Stati africani il livello degli investimenti diretti esteri non va oltre il 3% del Pil locale. Investimenti che vanno soprattutto nel settore energetico e in quello delle materie prime. La quota degli aiuti allo sviluppo è invece 3 volte tanto, circa il 10% del Pil. È la stessa quantità di denaro che l’Europa ha ricevuto dopo la seconda guerra mondiale con il piano Marshall. Cosi è quasi ovvio che i governi africani trovino conveniente restare poveri e ricevere aiuti per lo sviluppo piuttosto che darsi governi efficienti per attrarre investimenti esteri.

Attualmente 164 milioni di africani, circa il 50% [...]

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