Clima - Ambiente e pace, una stessa battaglia
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QuadrantEuropa
10/12/2007
A Bali esperti ecologisti in un rapporto affermano che il riscaldamento globale potrebbe scatenare una guerra civile mondiale
In un rapporto reso pubblico il 10 dicembre a Bali esperti ambientalisti affermano che il riscaldamento climatico, esacerbando tensioni latenti tra le popolazioni, potrebbe scatenare una “guerra civile mondiale”. Lo studio, dovuto al Programma ambientale dell’Onu, ritiene che la fusione dei ghiacciai e l’esplosione del numero dei “rifugiati climatici” dovuta alla crescita degli oceani, rischia di destabilizzare regioni intere, affermano gli autori della ricerca per i quali “agire a favore dell’ambiente, è agire a favore della pace”.
Numerose le zone ritenute a rischio: Africa australe, Sahel, Mediterraneo, subcontinente indiano, Cina, Carabi, Golfo del Messico, Ande e Amazzonia. Hans Schellnhuber, direttore dell’Istituto di ricerche sul clima di Postdam e coautore dello studio, in una conferenza stampa ha affermato che lo scenario tracciato dal rapporto è credibile. “Se il riscaldamento climatico non verrà stroncato” lo studioso ritiene che, “Stati che sono già fragili, vulnerabili e malamente gestiti potrebbero implodere sotto la pressione del riscaldamento globale e generare onde d’urto verso altri paesi”.
Riguardo il sud del bacino Mediterraneo, il rapporto indica che il potenziale intreccio tra crisi politiche e pressione migratorie aumenterà in conseguenza della interazione tra mancanza d’acqua, crollo dei rendimenti agricoli, aumento della popolazione e precarietà delle istituzioni politiche locali.
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