Il contributo economico più importante dato da Vladimir Putin al suo paese è stata la stabilità politica. Per il 2007 crescita oltre le previsioni ma incapacità di tenere l'inflazione sotto controllo.

La disintegrazione di un impero totalitario non uccide i “bacilli" con cui ha infettato le collettività, al contrario. Le malattie del socialismo reale continuano a minare, non solo in Polonia, la vita delle società.

Il gemello Kaczynski rimasto al potere non riesce a digerire la sconfitta dell'altro. Dispetti e rancori si scaricano soprattutto sul ministro degli esteri Sikorski


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Serbia - Un puzzle balcanico tra Europa e Russia

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QuadrantEuropa 20/01/2008

Belgrado afferma di voler voltare le spalle all'Ue nel caso in cui Bruxelles riconoscerà l'indipendenza del Kosovo. Ma i rapporti con Mosca saranno altrettanto difficili.

Nella visita che il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, ha compiuto la settimana scorsa a Lubiana, il capo della diplomazia di Belgrado ha ribadito i punti fermi del suo governo. L’indipendenza del Kosovo e l’invio di una missione europea nella provincia serba a maggioranza albanese senza che vi sia il mandato dell’Onu, sono opzioni che i serbi non vogliono nemmeno prendere in considerazione.

Una strategia apparentemente condivisa da tutti i membri dell’esecutivo del paese balcanico. Ma osservando con più attenzione il dibattito interno alla Serbia, si capisce che dietro questa facciata unitaria vi sono fratture, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con Ue e Russia, abbastanza profonde.

Contro l'accordo con l'Ue

Per il partito del capo del governo Kostunica, il Partito democratico serbo, se Bruxelles invierà nel Kosovo, senza l’indispensabile consenso delle Nazioni Unite, una missione civile di forze di polizia e consiglieri politici la Serbia non firmerà l’accordo per il processo di stabilizzazione e associazione con l’Ue. L’atto che dovrebbe precedere la piena partecipazione di Belgrado alla casa comune europea non è dunque più cosi certo.

Per alcuni Stati europei invece l’accordo, che porterà sostanziosi vantaggi all’economia serba, si dovrà firmare anche se le condizioni per cui Belgrado dovrebbe prima consegnare al tribunale per i crimini di guerra dell’Aja il generale Ratko Mladic non saranno soddisfatte. All’interno dell’Ue altri ribattono però che in questo modo, pur di influenzare il risultato delle prossime elezioni presidenziali serbe, l’obiettivo di liberare il paese dalle cordate nazional-militariste verrà rinviato alle [...]

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