La disintegrazione di un impero totalitario non uccide i “bacilli" con cui ha infettato le collettività, al contrario. Le malattie del socialismo reale continuano a minare, non solo in Polonia, la vita delle società.

Il gemello Kaczynski rimasto al potere non riesce a digerire la sconfitta dell'altro. Dispetti e rancori si scaricano soprattutto sul ministro degli esteri Sikorski

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Russia - Da paese scassato a isola di stabilità*

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Francesco Maria Cannatà
QuadrantEuropa 03/03/2008

Il contributo economico più importante dato da Vladimir Putin al suo paese è stata la stabilità politica. Per il 2007 crescita oltre le previsioni ma incapacità di tenere l'inflazione sotto controllo.

Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, la Russia, con un modello politico definibile come autoritarismo incompleto, è diventata un’economia di mercato di tipo particolare.

Una crescita che parte dallo "shock senza terapia" degli anni novanta

 Il periodo della presidenza Eltsin, pur caratterizzato da caos politico e crollo economico, ha messo le basi per l’attuale crescita. Le riforme economiche attuate durante il primo mandato di Vladimir Putin, più concrete e radicali di quanto ci si potesse attendere, hanno cancellato molti tabù del passato regime, come per esempio la proprietà privata della terra. A differenza di quanto accaduto soprattutto in Polonia, in Russia fino a poco tempo fa le nuove aziende non rappresentavano il motore della crescita. Uno “scarso impegno imprenditoriale” dovuto all’enorme attrattività del settore energetico e agli ostacoli creati allo “sviluppo sano” dalla pubblica amministrazione. Ciò nonostante la crescita russa non si ferma.

Secondo dati della banca centrale, nel 2007 il tasso di crescita dell’8,1 per cento sarà di due punti superiore alle previsioni. Oltre all’economia legale anche la corruzione ha il vento in poppa: secondo il centro Indem dal 2001 al 2005 è aumentata del 70 per cento. Ed è un flagello tornato sulle pagine dei media dopo l’omicidio del procuratore di Saratov a metà febbraio. Per Alexander Buksman, vice procuratore generale del paese, nel 2006 il labirinto burocratico-criminale [...]

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