Il contributo economico più importante dato da Vladimir Putin al suo paese è stata la stabilità politica. Per il 2007 crescita oltre le previsioni ma incapacità di tenere l'inflazione sotto controllo.
La disintegrazione di un impero totalitario non uccide i “bacilli" con cui ha infettato le collettività, al contrario. Le malattie del socialismo reale continuano a minare, non solo in Polonia, la vita delle società.
Il gemello Kaczynski rimasto al potere non riesce a digerire la sconfitta dell'altro. Dispetti e rancori si scaricano soprattutto sul ministro degli esteri Sikorski
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Spagna - Il paese verso un voto incerto
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Elena Marisol Brandolini
QuadrantEuropa
Problema astensionismo per i socialisti
Ad una settimana dalle elezioni, in Spagna i sondaggi snocciolano le distanze tra i due principali partiti in competizione. Le intenzioni di voto confermerebbero il vantaggio del Psoe del premier uscente José Luis Rodríguez Zapatero, ma i margini di distacco dal PP di Mariano Rajoy non sarebbero tali da guadagnargli una sicura maggioranza nel prossimo Parlamento.
Per la vittoria servono più di 10 milioni di voti, su 25 milioni di votanti. Per Zapatero il rischio è l’astensione. Nel 2004, fu proprio l’alta partecipazione al voto, 75%, a dargli un successo andato oltre le aspettative. Oggi invece una gran parte degli aventi diritto sono ancora indecisi sul da farsi. Anche se sembrerebbe esserci una ripresa della mobilitazione da parte dell’elettorato.
Il problema si concentra principalmente in Catalogna, che, assieme, all’Andalusia, quattro anni fa è stata determinante. Oggi come allora, se Zapatero vincerà le prossime elezioni del 9 marzo, dipenderà in massima parte dal comportamento dell’elettorato catalano.
Ai catalani non conviene un governo a guida popolare. A grande maggioranza affermano di preferire un governo socialista. D’altronde, in Catalogna, il PP sa di non poter raggiungere i consensi che lo farebbero balzare tra i primi partiti della comunità. Alle ultime politiche ha raggiunto il quarto posto, dietro i socialisti (PSC) e le due forze d’ispirazione nazionalista (i centristi di CiU e i repubblicani di sinistra di ERC). Quello che però potrebbe verificarsi, in questa occasione, è il prevalere di una sorta d’indifferenza per il prossimo appuntamento elettorale, vissuto come qualcosa che interessa forse il destino dello Stato spagnolo, ma non il futuro della Catalogna. Potrebbe cioè accadere che la preferenza teorica per un governo progressista, ritenuto [...]
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