Nel dossier iraniano la strategia americana sembra voler privilegiare la strada delle sanzioni e quella dell'embargo. Gli Usa si basono su valutazioni indipendenti che ritengono realistico il blocco dell'economia di Teheran.

Mosca vorrebbe coordinare le forze armate di tutti i paesi della regione del Caspio, far nascere una "Opec del gas" e creare una super regione Mar Caspio-Mar Nero. Sopratutto per bloccare la spinta espansiva dell'Iran

Gazprom, Sinopec e Ongc continuano a rosicchiare fette di mercato alle aziende private europee e americane. Quando la competizione si fa geopolitica è logico pensare agli azionisti?


leggi tutti





Asia Centrale, Russia, Cina. Un mosaico di poteri

stampa



Francesco Maria Cannatà
QuadrantEuropa 19/03/2008

Anche Usa, Ue, Iran e Turchia fanno una corte spietata alle ricchezze naturali della zona


È passato circa un secolo dalla fine della lotta tra Russia zarista e Inghilterra imperiale per il predominio nell’Asia centrale. Con la fine dell’Urss, dopo anni di oscurità, questa regione è tornata ad essere argomento dei media. La disintegrazione della supremazia di Mosca ha permesso la nascita di altre nazioni. Panislamismo, panturchismo, neo-sovietismo sono i concetti fondamentali per capire le dinamiche interne dei nuovi Stati e delle loro relazioni internazionali. Nel bene e nel male è il nazionalismo etnico a fornire la chiave di legittimità per le nuove elite. Con il fondamentalismo religioso in agguato.

L'impero non c'è più

La pretesa di riempire il vuoto politico ed economico lasciato dal brusco ritiro di Mosca ha riacceso la competizione tra le grandi potenze e l’Asia centrale è tornata ad essere terreno di lotta. In questi territori si trovano le prede più ambite del XXI secolo: enormi giacimenti di petrolio e gas naturale. Ma non solo. Miniere d’oro, argento, rame, zinco, piombo, minerali di ferro, carbone, riserve di uranio, campi di cotone. È chiaro perché Usa, Russia, Ue, Cina, Turchia, Iran, facciano una corte spietata ai governi dell’Asia centrale. Ma non si tratta solo di concessioni e appalti. Per Washington, il più importante degli attori in campo, la posta in gioco è più alta. Soprattutto dopo l’11/9, gli Usa considerano l’Asia centrale un estensione del Medio oriente, con uguali pericoli e difficoltà. La vicinanza a Pakistan e Afghanistan rende ancora più insopportabile la possibilità che gruppi di esaltati possano prenderne il controllo. Una preoccupazione condivisa anche dalla Russia, prima potenza della regione. Ancora ossessionata dal dominio mongolo, Mosca è decisa a impedire che potenze barbare minaccino la Russia europea. Cremlino e Casa Bianca hanno lo stesso incubo. Estremisti islamici in possesso di armi nucleari. La paura che l’Asia centrale diventi il grande bazar della criminalità organizzata per i commerci di droga e armi è uno dei pochi motivi che unifica l’agire di potenze e istituzioni internazionali.



Crollo [...]

Attenzione! Per poter leggere l'intero articolo devi essere un utente registrato.


Se sei un nuovo utente puoi procedere alla
REGISTRAZIONE NUOVI UTENTI

Altrimenti inserisci i tuoi dati qui sotto:

Username:
Password: