• Popolazione: 47.8 milioni • Capitale: Kiev • Superficie: 603,700 km2 • Lingua: Ucraino (ufficiale), russo • Religione: Cristiana (cattolica di rito orientale e ortodossa) • Moneta: Hryvnya · Crescita: 5,5% (2005) • Pil pro-capita: 1,050 Euro (Banca Mondiale, 2005) • Disoccupazione: 9% (Oil, 2004) • Dominio Internet: .ua • Presidente della Repubblica: Viktor Yuschenko • Primo ministro: Yuri Yekhanurov
Storia
Dopo il crollo dell’impero zarista, l’Ucraina ha vissuto un breve periodo d’indipendenza (1917-1920). Successivamente è stata annessa dall’Unione sovietica. Durante il periodo della collettivizzazione delle terre, si calcola che circa otto milioni di ucraini abbiano perso la vita a causa della carestia. La definitiva indipendenza da Mosca è targata 1991. Dopo il crollo dell’Unione sovietica, l’Ucraina diventa indipendente, al pari delle altre repubbliche dell’Urss. La transizione politica è complessa e difficile. Al vertice delle istituzioni e dell’apparato statale rimane la vecchia nomenklatura comunista, legata a Mosca. Corruzione e malcostume pubblico sono all’ordine del giorno.
Si crea una piccola elite di burocrati e imprenditori che controllano di fatto l’economia del Paese. Questa situazione cessa nel dicembre del 2004, quando i brogli del governo portano a una serie di poderose manifestazioni di piazza e all’annullamento delle elezioni presidenziali, da cui era uscito vincitore Viktor Yanukovich, esponente del Partito delle Regioni. Il nuovo voto sancisce la vittoria di Viktor Yuschenko, sostenuto da Stati Uniti e Unione europea e leader della rivoluzione arancione (il colore delle masse critiche contro il precedente governo). Yuschenko nomina primo ministro Yulia Tymoshenko, la “pasionaria” di Kiev, che lo ha sostenuto durante la campagna elettorale.
Situazione politico-economica
Nel 2004 l’Ucraina ha conosciuto una forte crescita economica, pari al 12 per cento. Una performance, questa, che non si è ripetuta nell’anno successivo (5,5%), a causa delle lentezza con cui il governo Tymoshenko ha gestito le privatizzazioni dei colossi di Stato e il processo di liberalizzazione delle attività produttive. Il primo ministro si è scontrata più volte con il presidente Yuschenko, sostenitore di una politica più incline alle liberalizzazioni. Le visioni divergenti sul terreno economico sono state una delle cause del licenziamento di Tymoshenko, avvenuto l’8 settembre del 2005. A determinare il sollevamento dall’incarico dell’ex primo ministro sono state inoltre le accuse di corruzione a carico di alti funzionari dello Stato.
Yuschenko ha tolto l’incarico alla “pasionaria” di Kiev e nominato al suo posto Yuri Yekhanurov, ritenuto vicino all’entourage presidenziale. Yekhanurov è un tecnocrate e ha fama di moderato. La sua nomina corrisponde al tentativo, da parte di Yuschenko, di contianuare a guardare all’Occidente ma di non recidere allo stesso tempo i legami con Mosca. Dal punto di vista energetico, Kiev dipende in larga misura dal petrolio e dal gas russi. Nel marzo del 2006, si terranno le elezioni legislative. Sarà un banco di prova importante per verificare se il blocco arancione cercherà di ridare vita all’alleanza del dicembre del 2004.